[CASO STUDIO] Sensibilità Chimica Multipla e Muffa : quale trattamento utilizzare?

Ogni giorno mi occupo, insieme al mio staff tecnico, di dare assistenza a tantissime famiglie con problemi di muffa da un punto di vista più “umano”.

Se mi segui tramite questo blog e magari sul nostro canale Youtube hai visto il mio sforzo nell’informare (e quando ci riesco anche sensibilizzare) riguardo le problematiche causate dall’esposizione alla muffa nelle nostre case.

Sebbene per molti sia solo una macchia nera con il quale ci si può convivere serenamente, per molti altri è un problema serio che in alcuni casi accompagna problemi di salute anche gravi.

Lungi da me diffondere allarmismo ma forse è ora che apriamo gli occhi su un problema che finchè tocca il vicino di casa è solo una rogna economica ma poi quando ci coinvolge può diventare motivo di preoccupazioni.

Non è questa la sede per farti la lezioncina accademica che la muffa FA MALE ed E’ PERICOLOSA PER LA SALUTE.
Ho spiegato questi concetti in altri articoli e piuttosto ti lascio qualche link alla fine dell’articolo dove potrai approfondire.

In questo articolo voglio soltanto raccontarti una storia.

La storia di Anna, una nostra cliente che ci ha contattati a fine ottobre 2016.

Notare che sto scrivendo l’articolo a metà aprile del 2017.
Questa storia è ancora in fase di scrittura ma ti assicuro che da ottobre scorso ne abbiamo fatti di passi avanti.

Ma cominciamo dall’inizio.

Ho avuto il permesso di pubblicare gli scambi di mail a patto di non usare il nome vero della cliente che chiamerò Anna.
Purtroppo Anna soffre di una rara e difficilissima patologia, ancora non perfettamente riconosciuta e studiata dalla scienza che si chiama MCS, ovvero Sindrome Chimica Multipla.

Per fartela breve, chi è soggetto a questo disturbo ha gravissimi problemi di tolleranza nei confronti di tantissime sostanze chimiche.
E per sostanze chimiche non intendo solo quelle tossiche come acidi, candeggine ecc ecc ma anche prodotti molto più blandi che però contengono sostanze chimiche come detersivi, saponi, profumi, vernici, colle fino ad arrivare persino agli olii essenziali.

L’esposizione ad una sostanza chimica non tollerata provoca reazioni sempre gravi come difficoltà nella respirazione, disturbi allo stomaco, nausea, vertigini, irritazioni alla pelle. Insomma è un disturbo invalidante.

Immagina lo scenario.
Una camera da letto di una persona colpita da MCS che già si trova a lottare con qualsiasi cosa respira in casa e che può provocarle fastidi enormi.

Aggiungiamo al quadro drammatico anche della muffa e il dramma è servito 🙁

Ti faccio leggere il messaggio della mamma di Anna che per prima mi ha scritto a ottobre 2016:

Ho sottolineato i passaggi chiave di questa mail.

Non si trattava solo di consigliare il miglior trattamento ma questi prodotti dovevano essere “compatibili” con il disturbo di Anna, la Sensibilità Chimica Multipla.

Ecco le foto della camera da letto inviate in fase di valutazione.

Come avrai notato, oltre alla camera da letto anche il bagno è colpito da una bruttissima muffa.

Dalla mail della mamma di Anna si legge un tono evidentemente preoccupato e si sottolinea l’importante che COMUNQUE qualsiasi prodotto verrà consigliato deve comunque essere verificato se non crea problemi una volta respirato da Anna.

Fortunatamente siamo provvisti di un bellissimo KIT di Benvenuto che ho creato apposta per mostrare il nostro trattamento ai nostri potenziali clienti (non lo puoi comprare, lo regaliamo solo ai clienti che fanno la valutazione e hanno bisogno di “toccare con mano” di cosa parliamo!).

Nel nostro cofanetto ho aggiunto diversi barattolini con dentro i prodotti che avremmo utilizzato per il trattamento, con la speranza fossero sicuri per Anna.

In realtà la sfida per me era ancora più difficile del regalare qualche litro di prodotto e sperare.
Sapevo benissimo che se questi prodotti avessero superato il test di Anna, avrei avuto conferma al 100% che le chiacchiere dei produttori, le certificazioni e tutti i numeroni scritti dietro le latte erano veri.

Certamente i clienti mi confermano che i prodotti CLASSE A+ hanno un bassissimo livello di odore, asciugano presto e non lasciano residui nell’aria e anche un naso attento se ne accorge.

Cosa ben diversa è capire se delle pitture ecologiche (che hanno alcuni composti chimici a livello quasi zero) sono REALMENTE SICURE per chi soffre di una sindrome che provoca crisi respiratorie entrando in contatto qualsiasi prodotto chimico, anche il sapone o il deodorante!

Non so che idea ti sei fatto finora, ma per me questa era una grandissima responsabilità.

Accetto quindi la sfida e mi rendo disponibile all’invio di questo speciale KIT di PROVA dei nostri prodotti, sapendo che nella peggiore delle ipotesi avevo investito 50 euro per valutare in una maniera totalmente inedita l’impatto di queste sostanze sulla salute di chi è intollerante in maniera cronica.

A questo punto mi risponde direttamente Anna :

I prodotti arrivano in un paio di giorni e io attendo trepidante una risposta di Anna.

Le probabilità di un test fallito erano alte ma dovevo provarci!

In questa storia l’aspetto economico è passato davvero in secondo piano, sopratutto quando ricevi una richiesta così seria e ti viene riconosciuta una competenza per poter essere di aiuto.

Dopo qualche giorno ci telefona la mamma di Anna e il primo responso non è positivo.

Durante la stesura e anche dopo Anna sentiva fastidio nel respirarli.

Onestamente me lo aspettavo ma c’è da dire che quando si vive in questa condizione una parte del nostro inconscio è così sfiduciata che molte volte ci accadono delle cose negative anche per il solo fatto di averle immaginate vividamente.

Parliamo con la mamma di Anna e ci prendiamo qualche settimana di pausa per tirare le conclusioni.

Con nostro enorme rammarico non possiamo essere più di aiuto per risolvere questo problema e attendiamo sviluppi.

Trascorre un mese e ai primi di dicembre riceviamo una mail di Anna che ci dice che nonostante qualche fastidio, comunque trascurabile, vuole lo stesso procedere con l’acquisto dei prodotti.

Ormai avevo perso la speranza e pensavo che davvero non ci fosse nessun prodotto adatto per chi soffre di questo bruttissimo disturbo.

Evidentemente superando il primo impatto, ovviamente negativo, nei confronti di questi materiali, dopo qualche settimana la preoccupazione si è trasformata in benessere, visto che l’aria di quella stanza era già cambiata dopo la prima applicazione.

Ecco la mail di Anna, inviata dopo l’applicazione dei primi prodotti nella sua camera.

Michela è la nostra super specialista con maggiore esperienza e sensibilità nella nostra azienda.

Ho chiesto a lei di seguire il caso perchè oggettivamente è la persona di cui mi fido di più e con il giusto mix di umanità e giustezza di cui avevamo bisogno! 😉

Se vuoi conoscerla, ho girato con lei un video dove ci racconta un po’ del suo lavoro. (Link Video).

Non immagini la soddisfazione di ricevere una mail del genere, totalmente inaspettata.
Oltretutto fa ancora più piacere che già a distanza di pochi giorni (ricorda che eravamo in inverno) si è percepita la migliore qualità dell’aria e soprattutto l’altissimo potere isolante della nostra guaina termica, vera protagonista del nostro trattamento.

La storia finisce qui?

No, perchè come faccio sempre dopo circa 2-3 mesi da quando compri il trattamento ti arriva sempre la mia mail dove ti chiedo com’è andata finora.

Ok che non è un tempo sufficiente per giudicare l’efficacia di un trattamento, ma se mi permetti quando si parte con il piede giusto i risultati si vedono subito in maniera evidente.

Ecco la risposta alla mail che ho inviato ad Anna il 10 aprile 2017 chiedendole notizie sul lavoro effettuato a dicembre.

Tutto è bene quel che finisce bene?

Sì, però è ancora presto per cantare vittoria.

Finora abbiamo applicato le prime due fasi del trattamento, ovvero l’igienizzante in crema e la guaina termica che rappresentano l’ossatura di tutto il lavoro.

Da pochi giorni Anna ha acquistato altri prodotti per continuare i lavori, sicura che non ci saranno problemi di salute nel dormire in questa stanza.

Piano piano provvederà a bonificare tutto il resto della casa.

Ci tenevo a raccontarti questa storia perchè a volte si parla di concetti astratti come “la muffa fa male!” “state attenti” e “non usate candeggina” quando invece ti posso essere di vero aiuto semplicemente pubblicando le storie di successo dei nostri clienti.

Permettimi di aprire una piccolissima parentesi tecnica.

Come abbiamo ottenuto il risultato di sconfiggere la muffa senza utilizzare i classici prodotti “tossici” come spray antimuffa a base di cloro e pitture antimuffa con biocidi?

Semplicemente ho fatto una scelta di campo e i prodotti che compongono il nostro ciclo devono NECESSARIAMENTE avere queste caratteristiche :

  • CERTIFICATI CLASSE A+ (non devono contenere formaldeide e altre sostanze tossiche molto pericolose per la salute!)
  • Avere un livello di VOC inferiore a 1 (visto che zero non può dichiararlo nessuno)
  •  Essere sicuri per la salute se applicati anche in una cameretta
  • Veloci da asciugare e con un minimo livello di odore che va via in pochissimo tempo

Niente a che vedere coi prodotti “commerciali” che trovi sugli scaffali dei centri commerciali, visto che il

Cosa fare quindi in caso di muffa?

Se stai cercando di risolvere il tuo problema di muffa e sei ancora in alto mare, visita il nostro sito www.valutazionemuffa.it e richiedi subito una valutazione gratuita del tuo problema.

Oppure puoi dedicarmi 4 minuti del tuo tempo e te lo spiego di persona.

A presto

Giuseppe

PS. Se vuoi approfondire l’argomento MCS clicca sull’immagine qui sotto che non è altro che un articolo tratta da un giornale dove si raccontava una storia praticamente identica a quello che sta passando la nostra cliente Anna. Con questo tipo di patologia non si scherza davvero! 🙁

Ne hanno parlato pure le Iene un anno fa.

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